Società della Salute della Zona Pisana
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Avvisi e Notizie

Anzi, "I dati delle residenze per anziani di questo territorio sono migliori rispetto a quelli evidenziati dalla letteratura internazionale". Il comunicato ufficiale dell'Aoup dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi dagli organi d'informazione.

 

Pisa, sabato 17 settembre 2016 - Comunicato Azienda Ospedaliera Pisana. “Non c’è nessun allarme specifico di infezioni per le Rsa pisane e tantomeno nessuna critica alla gestione sanitaria di quelle strutture”. Lo dichiara l’Aoup in riferimento ai resoconti della conferenza stampa organizzata il 13 settembre dalla Siaarti* all’Ospedale di Cisanello, in occasione della Giornata mondiale sulla sepsi, e che avrebbe generato qualche motivo di preoccupazione fra i familiari degli ospiti delle residenze sanitarie assistite della zona pisana.

E’ opportuno quindi precisare che il riferimento anche agli anziani ospiti delle Rsa era nell’ambito di un discorso generale su tutti i pazienti cosiddetti ‘fragili’ sia perché sottoposti a procedure invasive o a complessi interventi chirurgici sia perché affetti da pluripatologie e/o portatori di cateteri (vescicali o venosi centrali). Tutti questi soggetti sono maggiormente esposti al rischio di contrarre infezioni proprio per le loro condizioni generali di difese immunitarie ridotte. Di questi pazienti sono pieni gli ospedali, le rianimazioni e le residenze sanitarie assistite. Anche il riferimento all’utilizzo, a volte improprio ed eccessivo, di cateteri venosi, non era riferito al caso particolare delle Rsa pisane ma era riportato come dato generale della popolazione anziana italiana e mondiale. Invece, il dato sulla percentuale di anziani ospiti delle Rsa pisane risultati ‘portatori sani’ di batteri multi resistenti – oltretutto molto più bassa rispetto alla letteratura internazionale - è emerso da uno studio di prevalenza disegnato appositamente per migliorare la prevenzione delle patologie infettive e contrapporre sicuri baluardi terapeutici (antibiotici mirati ed appropriati). Questo per ribadire che non sono le Rsa i luoghi in cui c’è il rischio di contrarre tali infezioni ma che la loro popolazione ospite, essendo prevalentemente anziana, rappresenta un campione estremamente significativo su cui effettuare gli studi per poter pianificare una accurata prevenzione. In sintesi, l’Aoup intende chiarire che la ‘colonizzazione’, l’essere cioè “portatori sani” di germi multi resistenti non equivale a dire che tali germi siano stati acquisiti nelle Rsa ma che erano probabilmente già presenti nell’organismo di quei pazienti, anche perché la condizione di “portatore sano” di germi multi resistenti non significa affatto sviluppare necessariamente un’infezione o addirittura la sepsi ma rappresenta una condizione su cui vigilare con attenzione.