Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
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Avvisi e Notizie

Quasi cento anziani con reddito basso al mare negli stabilimenti del Litorale Pisano per almeno una settimana al prezzo simbolico di un euro. E più di 3.500 presenze di disabili, bambini e persone vulnerabili al Gombo, la bellissima spiaggia della Tenuta di San Rossore. In pratica tutto il bello del “mare di Pisa” a disposizione dei soggetti più deboli del territorio grazie a due progetti – “Mare d’Argento” e “Spiaggia sociale del Gombo” appunto – e soprattutto ad una vera e propria alleanza istituzionale fra pubblico, privato, terzo settore e associazionismo che, ormai da anni, vede giocare nella stessa squadra, anche se con ruoli diversi, Società della Salute della Zona Pisana, comuni e Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, ma anche Sib Confcommercio, Pubblica Assistenza del Litorale Pisano, Cooperativa sociale Paim e Circolo dipendenti San Rossore. Ne è perfettamente consapevole la Presidente della SdS Sandra Capuzzi: “E’ solo grazie a questa stretta collaborazione e sinergia fra soggetti diversi che siamo riusciti a mettere in cantiere percorsi capaci di venire incontro alle esigenze dei cittadini meno fortunati che abitano i nostri territori - ha sottolineato - e anche a porre il nostro territorio all’attenzione nazionale, dato che un’iniziativa come “Mare d’Argento”, ormai giunta alla quarta edizione, continua ad essere un caso unico in Italia”.

 

Mare d’Argento. Diciannove stabilimenti balneari aderenti, due in più rispetto all’anno scorso, che per tutta l’estate hanno messo a disposizione un ombrellone e due sdraio ad anziani “over 65” con reddito inferiore ai 20mila euro annui. Una proposta cui hanno aderito 86 persone, “qualcuna in meno rispetto allo scorso anno quando furono 104 ma, paradossalmente, soltanto a causa del gran caldo di quest’estate che ha un po’ frenato la corsa agli ombrelloni delle persone più avanti con gli anni che hanno preferito attenersi scrupolosamente alle indicazioni e ai consigli dei medici” come ha spiegato il direttore della SdS Giuseppe Cecchi. Una lieve diminuzione che, comunque, non attenua la soddisfazione di chi fin dall’inizio si è impegnato nella realizzazione del progetto come il presidente provinciale di Sib Confcommercio Fabrizio Fontani: “Al di là dei numeri noi siamo contenti in primo luogo perché è cresciuta l’attenzione dei nostri associati a questo progetto – ha spiegato Fontani - attestata dall’aumento degli stabilimenti aderenti ma, soprattutto, dalla decisione della gran parte di essi di proseguire con l’iniziativa anche nelle due settimane centrali d’agosto, quelle con maggiori richieste di ombrelloni, e per le quali, d’intesa con la SdS, avevamo dato agli stabilimenti la possibilità di sospendere l’intervento: ma quasi nessuno ha deciso di avvalersene”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Aldo Cavalli, presidente della Pubblica Assistenza del Litorale,

l’associazione che gestisce il “Punto Insieme” di Marina di Pisa, a cui è stata affidata la gestione del progetto: “Siamo felici in primo luogo perché quasi cento persone che vivono una situazione o condizione di difficoltà hanno potuto trascorrere qualche giorno di svago lontano dalle tensioni - ha detto - e poi anche per le ulteriori sinergie che, grazie anche questo progetto, stanno nascendo e che potranno essere un valore aggiunto per il nostro litorale come ad esempio proprio quella fra la Palp e gli stabilimenti balneari”.

Numeri alla mano la maggior parte delle 86 persone (64 donne e 22 uomini) che hanno beneficiato del servizio sono residenti nel Comune di Pisa (33 anziani). Seguono Cascina (26) e San Giuliano Terme (13).

Spiaggia sociale del Gombo. Numeri decisamente importanti anche per quel che riguarda la fruizione di quel piccolo lembo di Paradiso della Tenuta di San Rossore, conservato alla perfezione anche grazie alla gestione del Circolo dei dipendenti del Parco. Alla fine dell’estate 2015 si sono contate, infatti, ben 3.651 prenotazioni: 1.038 da parte di anziani residenti in uno dei tre comuni pisani (Pisa, Vecchiano e San Giuliano Terme) che fanno parte della “comunità del parco”, ai quali è stato possibile anche effettuare prenotazioni singole, e ben 2.568 da parte di gruppi tramite associazioni e realtà del terzo settore del territorio. Risultato: per tutta l’estate sulla spiaggia del Gombo si sono contate 1.775 prenotazioni per conto di persone disabili, 1.362 da parte di anziani, 315 minori accolti nelle comunità del territorio e 200 profughi ospiti nelle strutture del territorio pisano. Sedici, invece, le realtà del territorio che hanno frequentato la spiaggia con gruppi: oltre ai Comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano e al circolo Arci “Curiel” di La Vettola che ha raccolto le prenotazioni degli anziani per quello di Pisa, infatti, ci sono anche le associazioni Unitalsi, Handy Superabile, Batik, Le Torri e Arci Ragazzi; le residenze per anziani Villa Isabella, Viale e Mimosa, la casa famiglia di Marciana (Cascina), i centri diurni “Alfabeto“ e “Luna Azzurra” e la parrocchia di Sant’Apollinare (Barbaricina).

«Grazie alla collaborazione col Circolo ricreativo aziendale San Rossore, che a suo tempo si è adoperato per rendere ospitale per funzioni sociali questo spazio, e con la Società della Salute, l'esperienza della Spiaggia sociale del Gombo si è consolidata negli anni come un'opportunità unica di fruizione della Tenuta di San Rossore per persone svantaggiate – ha detto il Presidente del Parco Fabrizio Manfredi-. Per l’Ente Parco è un vero piacere ed un elemento di orgoglio poter contribuire a rendere possibile un'esperienza come questa e di offrire possibilità di fruizione sia alle associazioni, sia ai singoli cittadini, che possono così godere pienamente di un patrimonio ambientale e naturalistico così suggestivo, che siamo chiamati a tutelare».

Soddisfatta anche Anna Batini, vicepresidente della cooperativa sociale Paim che ha gestito il servizio di prenotazione telefonica per le persone singole disabili, oltre a fruire della spiaggia con le persone accolte nelle strutture da essa gestite: “Difficile non esserlo quando si decide di riaprire alla fruizione pubblica, ovviamente controllata, uno spicchio di mare così bello, cominciando dai più deboli e da coloro che hanno maggiore bisogno”.