Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
Via Saragat, 24 - 56121 Pisa

Avvisi e Notizie

 A un mese e mezzo dall’inaugurazione del nuovo servizio alla Stazione di San Rossore, un ragazzo ha scelto di cominciare il percorso e altri tre stanno facendo i colloqui per iniziarlo.

Il presidente dell’associazione Galluzzi: “Finora abbiamo incontrato 12 persone, tutti pisani adulti con alle spalle almeno dieci anni di dipendenza”

La presidente Gambaccini: “Prima tessera di un mosaico d’interventi diffusi nel territorio che vogliamo costruire nei prossimi mesi”

 PISA, giovedì 29 luglio 2021 – Ogni volta che squilla il telefono o qualcuno bussa a quella porta è un sos, una richiesta di aiuto spesso disperata. Perché dopo quindici o a volte anche venti anni di dipendenza, da eroina e cocaina ma anche da alcol, la luce alla fine del tunnel proprio non si vede, almeno che non ci sia qualcuno che la indichi. Sono in dodici, per ora, le persone che si sono rivolte al nuovo sportello della Società della Salute della Zona Pisana, gestito dal gruppo “Il Ponte”,  da trent’anni impegnato nella prevenzione e nella lotta alle tossicodipendenze, alla Stazione di San Rossore, nei locali di “Binario Zero”, lo spazio polivalente dell’ente di via Saragat, affidato alla cooperativa “Arnera”: sei si sono rivolti direttamente allo Sportello, il lunedì mattina, dalle 9.30 alle 11.30 o il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18; altrettanti, invece, hanno preferito il contatto telefonico (329.6777959 oppure il 338.8686424), due linee telefoniche sempre attive, in qualunque giorno e qualsiasi ora. Anche ad agosto, mese in cui lo sportello sospenderà gli orari consueti di apertura al per riprenderli a settembre.

Sono vite dilaniate dalla dipendenza cronica quelle che i volontari del “Ponte” incontrano da 30 anni e che hanno incrociato anche a San Rossore da un mese e mezzo a questa parte, da quando, il 7 giugno scorso, è stato inaugurato il nuovo servizio. “Soprattutto qua abbiamo incontrato donne e uomini, non ragazzi – racconta il presidente Corrado Galluzzi, fondatore dell’associazione -: l’età media varia dai 35 ai 45 anni e quasi tutti hanno almeno dieci anni di dipendenza alle spalle”.  Poi ci sono le mamme e i babbi, loro anche più anziani, con quell’ansia che li divora dentro, quel senso di fallimento, a volte anche ingiustificato, per quei figli la cui vita rischia di andare seriamente alla deriva. “Sono tutti pisani, nati e cresciuti in città o nei paesi limitrofi” sottolinea Galluzzi. Perché la tossicodipendenza è una voragine che t’inghiotte, senza chiedere la carta d’identità.

Per tutti c’è una risposta, un possibile percorso. Enormemente faticoso, perché risollevarsi dopo aver toccato il fondo, è dura per chiunque. Però non ci sono ricette o pacchetti preconfezionati. “Non si tratta di convincere qualcuno e ancor meno di fare imposizioni, si tratta di indicare la luce alla fine del tunnel e anche, con estrema chiarezza, la fatica che è necessaria per raggiungerla” continua il presidente. Anche scegliere di uscirne, almeno di provare a liberarsi dalla dipendenza da sostanze, infatti, è un cammino tutto da fare. E qualcuno, anche fra i “tossici” che hanno bussato allo Sportello di Binario Zero in queste settimane, ha cominciato a percorrerlo: “Un ragazzo è entrato in un centro di disintossicazione, una decisione che abbiamo preso di concerto con il Ser.D di Pisa e che è un passaggio propedeutico all’accoglienza nella comunità di San Patrignano, con altri tre stiamo andando avanti con i colloqui: i segnali, per ora, sono positivi ma la cautela in questi casi è fondamentale perché il richiamo della droga è molto potente e in qualunque momento ci può essere un rifiuto”.

Fondamentale anche il sostegno consapevole e informato dei parenti: “Grazie al nostro sportello due coppie di genitori si sono aggiunti ai nostri gruppi famiglia – racconta Galluzzi -: a loro cerchiamo innanzitutto di far capire chi è il tossicodipendente, come ragiona e perché è diventato schiavo di una sostanza. E poi se, il figlio decide di entrare in comunità, è fondamentale saperlo seguire: la terapia è psicologica, la comunità stimola a tirare fuori le potenzialità che la droga ha spento. Ma è un percorso duro e lungo, che a San Patrignano ad esempio dura circa tre anni e mezzo. Le crisi sono sempre possibili ed è importante saperle affrontare”.

Al Gruppo “Il Ponte” arriva anche la gratitudine della Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini: “Sono un punto di luce e un approdo in quel mare buio tempestoso che è la tossicodipendenza – dice -: questo che abbiamo realizzato a San Rossore vuole essere la prima tessera di un mosaico d’interventi diffusi nel territorio e rivolti a contrastare questo dramma che sta dilaniando la vita d’intere famiglie, anche nella nostra città. Strategico, al riguardo, “Binario Zero”, lo spazio polivalente per i servizi legati all’alta marginalità che è stato di fondamentale importanza anche nei mesi più duri delle restrizioni legate alla pandemia e che, ormai da qualche mese ospita anche l’ambulatorio etico del Cisom”.

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