Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
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Aumentati negli anni i pazienti del SerT di Pisa. La fascia d’età tra i 30 e i 60 anni è la più colpita sul nostro territorio. Un seminario per i gestori degli esercizi pubblici

 

PISA, 29 gennaio 2016 – Gioco d’azzardo e ludopatie: un fenomeno sempre più diffuso che colpisce giovani e anziani di entrambi i sessi. Anche nella zona pisana dove il numero di persone che si sono rivolte al Servizio per il trattamento del gioco d’azzardo patologico del SerT, negli ultimi anni è decisamente aumentato. Dal 2008, ovvero da quando il SerT della Zona Pisana ha avviato questo servizio (diventato ben presto anche il punto di riferimento per le Asl limitrofe), sono state 68 le persone che vi si sono rivolte. Cinquantacinque i pazienti maschi, 13 le femmine; 43 hanno un lavoro o percepiscono una pensione, mentre 25 non svolgono alcuna attività lavorativa. Per quanto riguarda le fasce d’età, non ci sono persone minorenni; 3 hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, 25 sono nella fascia compresa fra i 31 e i 45 anni, 25 fra i 46 e i 60 anni, mentre in 15 sono over 60. Ancora: 29 sono coniugati o conviventi, 5 vedovi, 21 celibi o nubili, 13 separati o divorziati. Sessantacinque sono residenti nel territorio della Asl pisana, mentre 3 provengono da altre zone. La richiesta nel territorio corrispondente a quello della ex Asl5 è andata aumentando nel corso degli anni: secondo i dati del Sert pisano, infatti, se nel 2008 e nel 2009 c’è stato solo un nuovo paziente all’anno, nel 2010 sono stati 9, 5 nel 2011, 9 nel 2012, 7 nel 2013, ben 19 nel 2014 e 17 nel 2015. Una crescita che è anche la conseguenza della diffusione del fenomeno nella società: recenti studi epidemiologici finanzaiti dalla Regione Toscana, infatti, hanno evidenziato come il fenomeno del gioco d’azzardo patologico (gap) coinvolga, ormai, una fascia di cittadini toscani che oscilla fra lo 0,8 e l’1,5% della popolazione adulta. Anche in virtù di questi dati Asl e la Società della Salute, nell’ambito del progetto regionale “Interventi di prevenzione, formazione e trattamento del gioco d’azzardo patologico”, hanno organizzato un incontro formativo rivolto agli esercenti pubblici (bar, tabaccherie, ricevitorie, sale da gioco) che ha l’obiettivo di informarli e sensibilizzarli sui rischi di sconfinamento dal gioco lecito a quello patologico. L’iniziativa si terrà lunedì 1 febbraio alle 9.30 presso la sede della Asl NordOvest in via Cocchi. Del SerT della zona pisana interverranno lo psichiatra Francesco Lamanna, la psicologa Rosanna Cardia e l’educatrice Simonetta Maltese. Un’iniziativa che conferma il territorio pisano come uno dei più attivi negli interventi di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Recentemente, infatti, in città anche altre realtà si sono attivate con politiche di contrasto alle ludopatie: la Caritas diocesana ad esempio ha aperto nei locali della Cittadella della Solidarietà del CEP uno sportello d’ascolto, mentre le Acli hanno avviato un percorso per togliere le slot machine dai circoli della provincia. “Le ludopatie, oltre ad avere effetti devastanti sul sistema economico, sociale e affettivo della persona, rischiano di diventare anche un problema di salute pubblica poiché queste patologie hanno ingenti costi a livello sociale e sanitario – spiega Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute della zona pisana – E’ dunque necessario intervenire in modo sinergico a livello cittadino con politiche di consapevolezza, che integrino prevenzione e cura. Anche gli esercenti possono svolgere un ruolo positivo e il seminario vuole fornire loro indicazioni di comportamento appropriato da tenere di fronte a situazioni di gioco problematico o patologico”. “Come raccontano i dati la richiesta di aiuto da parte di persone affette da ludopatie negli ultimi anni è aumentata anche nella nostra zona – afferma il direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi – Quando è stato necessario i pazienti sono stati accompagnati in strutture comunitarie e, nei casi in cui si sono realizzate le condizioni idonee, è iniziato un percorso graduale di recupero dell’autonomia e reinserimento nel mercato del lavoro”.