Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
Via Saragat, 24 - 56121 Pisa

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 Rimarrà, comunque, all’interno del progetto come coordinatore degli interventi nella Zona Pisana. La Presidente Gambaccini: “Alle donne costrette a prostituirsi non verrà mai meno il nostro sostegno ma preferiamo che tutte le risorse, umane e professionali, siano al servizio del nostro territorio e non assorbite da necessità di coordinamento e supervisione regionali”

 

PISA – Non sarà più la Società della Salute della Zona Pisana a guidare il coordinamento regionale di Satis, il sistema antitratta della Toscana finalizzato a sostenere l’accoglienza e l’inserimento sociale delle vittime di sfruttamento sessuale, compito che l’ente di via Saragat assolverà fino al 29 febbraio, data di scadenza della seconda annualità del programma. Non, invece, nella terza: la SdS, infatti, ha già comunicato alla Regione l’intenzione di non voler più ricoprire il ruolo di capofila confermando, però, la volontà di continuare ad aderire al progetto come coordinatore per il territorio pisano.

“Non è assolutamente un passo indietro rispetto all’assistenza doverosa e dovuta alle tante donne costrette a prostituirsi sulla strada o in casa dato che la Società della Salute continuerà, comunque, a partecipare a Satis coordinando gli interventi nella Zona Pisana – sottolinea la Presidente Gianna Gambaccini -. Semmai un passo in avanti verso i bisogni e le necessità del nostro territorio: alle ragazze sfruttate non verrà mai meno il nostro sostegno, ma preferiamo che tutte le risorse, umane e professionali, della SdS siano al servizio del territorio pisano e non siano assorbite da necessità di coordinamento e supervisione che ne distolgano, almeno in parte, l’attenzione e l’impegno dalle nostre comunità”.

E’ pari a circa 200mila, infatti, il contributo che nel 2019 arriverà nella Zona Pisana per il progetto, “ma sono tutte risorse destinate al nostro territorio con i quali coprire le spese per interventi e servizi che riguardano esclusivamente le vittime di tratta dell’area pisana – sottolinea Gambaccini -: non ci occuperemo più, invece, di attività e iniziative di coordinamento regionale che comportano un dispendio oneroso di fatica ed energie”.